Correva l’anno 785 del calendario romano. L’imperatore
Tiberio da oltre sei anni si era ritirato a Capri, da dove impartiva
gli ordini a Seiano. Gaio Caligola, fi glio di Germanico
e Agrippina, appoggiato da Macrone che aveva preso
il posto di Elio Seiano, incominciava a profi larsi come il
futuro imperatore, benchè vi fosse stato un altro candidato
preferito maggiormente da Tiberio: il fi glio di Druso, Tiberio
Gemello. Ma egli era troppo giovane per sostituire il
vecchio e ammalato monarca.
Una legione di pretoriani vigilava sull’imperatore, mentre
un’altra dell’esercito regolare controllava rigorosamente
il porto e tutto il perimetro dell’isola. Senza autorizzazione,
nessuna nave poteva avvicinarsi alla costa, tantomeno
ormeggiare nel porto, al quale l’accesso era permesso
esclusivamente alle imbarcazioni militari e ai navigli che ivi
giungevano per i rifornimenti di alimenti e di quant’altro
necessitava all’imperatore e alle truppe di stanza sull’isola.
Una di queste navi commerciali era la nave “Velia” che
portava il nome della sua proprietaria. L’imbarcazione pro-
Introduzione
15
Velia e l'Imperatore Tiberio
veniva dalla città che portava lo stesso nome.
Era l’Elea greca, fiorente centro della Magna Graecia tirrenica
situata a circa 50 Km a sud di Paestum. Il nostro
romanzo prende vita in un particolare momento storico,
quando in Occidente incominciavano a diffondersi notizie
su un uomo straordinario chiamato “Gesù Cristo” vissuto
e crocifisso nelle lontane province dell’impero in Medioriente,
dove l’ordine e la pace erano imposti con la forza e
la potenza del poderoso esercito di Roma.
Tiberio da oltre sei anni si era ritirato a Capri, da dove impartiva
gli ordini a Seiano. Gaio Caligola, fi glio di Germanico
e Agrippina, appoggiato da Macrone che aveva preso
il posto di Elio Seiano, incominciava a profi larsi come il
futuro imperatore, benchè vi fosse stato un altro candidato
preferito maggiormente da Tiberio: il fi glio di Druso, Tiberio
Gemello. Ma egli era troppo giovane per sostituire il
vecchio e ammalato monarca.
Una legione di pretoriani vigilava sull’imperatore, mentre
un’altra dell’esercito regolare controllava rigorosamente
il porto e tutto il perimetro dell’isola. Senza autorizzazione,
nessuna nave poteva avvicinarsi alla costa, tantomeno
ormeggiare nel porto, al quale l’accesso era permesso
esclusivamente alle imbarcazioni militari e ai navigli che ivi
giungevano per i rifornimenti di alimenti e di quant’altro
necessitava all’imperatore e alle truppe di stanza sull’isola.
Una di queste navi commerciali era la nave “Velia” che
portava il nome della sua proprietaria. L’imbarcazione pro-
Introduzione
15
Velia e l'Imperatore Tiberio
veniva dalla città che portava lo stesso nome.
Era l’Elea greca, fiorente centro della Magna Graecia tirrenica
situata a circa 50 Km a sud di Paestum. Il nostro
romanzo prende vita in un particolare momento storico,
quando in Occidente incominciavano a diffondersi notizie
su un uomo straordinario chiamato “Gesù Cristo” vissuto
e crocifisso nelle lontane province dell’impero in Medioriente,
dove l’ordine e la pace erano imposti con la forza e
la potenza del poderoso esercito di Roma.


